Architecture muraglia nazari evidence

Published on giugno 11th, 2012 | by Giuseppe Verterame

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Muraglia Nazari’, ricucire la storia – Nazari’ wall, sew up the story

Muraglia Nazarí a Granada (2002-2006) è un’ opera dell’ architetto andaluso Antonio Jiménez Torrecillas su un tratto della cinta muraria, fatta costruire nel secolo XIV da Yusuf I della dinastia Nazarí per ragioni amministrative a monte dell’Albaicín.

Le mura, per l’orografia del luogo, procedono a gradoni, intervallate da barbacani e contrafforti.  Nel 1885 venne colpita da un sisma che ne lacerò la continuità, causando una breccia di 40 metri. La rottura determinò uno stato d’abbandono, diventando ricettacolo di rifiuti. L’intervento, dunque, oltre al riassetto formale/funzionale del lascito storico, costituisce un importante atto di riappropriazione dell’area mediante la sua restituzione alla pubblica fruizione. Il muro è composto da due pareti e da un vuoto intermedio che diventa un percorso pedonale coperto, una promenade attraverso il tempo, la storia, la memoria del luogo. I due lati della muraglia sono realizzati con lastre di granito rosa porriño che ha le stesse dominanti cromatiche della muratura originale: grigio, rosa, ocra. La loro disposizione è studiata in modo da lasciare tra loro dei vuoti per far penetrare la luce nel passaggio e consentire a chi sta al suo interno di guardare fuori stabilendo, in questo modo, un collegamento visivo con la città e con il paesaggio circostante ricco di prospettive e di tagli sempre diversi.

La Muraglia Nazarí, da struttura di con fine, barriera, protezione si trasforma in uno spazio pubblico, in luogo di meditazione, di sosta, di riflessione e d’incontro.Tutto questo utilizzando semplice granito, a cui è affidato il compito di ricucire la memoria. Senza dubbio è un intervento di grande suggestione emotiva. Entrando dall’ ingresso si sente fin da subito un’ atmosfera sospesa, quasi surreale e onirica, che permette a chi vi entra di sentirsi a contatto con la storia e  il paesaggio. Il lavoro, terminato nel 2006, ha già ricevuto diversi premi. Fra questi, entrambi ottenuti nel 2007, la menzione d’onore al Premio Barbara Cappochin per “l’originale reinterpretazione di un muro di difesa che diventa edificio e non più barriera, elemento spaziale e fruibile che riorganizza il contesto”, come ha commentato la giuria, e il Premio Internazionale Architetture di Pietra.

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Muralla Nazarí in Granada (2002-2006)is a work of Andalusian architect Antonio Jimenez Torrecillas on a stretch of arabic wall, built in the fourteenth century by Yusuf I of Dynasty Nazarí upstream Albaicín for administrative reasons.

The wall, for the topography of the place, proceed with steps, separated by buttresses. In 1885 he was hit by an earthquake that tore the continuity, causing a gap of 40 meters. The rupture resulted in a state of abandonment, becoming a receptacle for waste. The intervention, therefore, in addition to the reorganization formal / functional historical legacy, is an important act of reappropriation of the means of its return to public use.

The wall is made of two walls and an empty intermediate becomes a covered pedestrian walkway, a promenade through time, history, memory of the place.The two sides of the wall are made of pink granite slabs Porriño that has the same dominant colors of the original masonry: gray, pink, ocher. Their layout is designed so as to leave gaps between them to work the light in the passage and allow those who are inside looking out setting, in this way, a visual link with the city and the surrounding landscape rich perspectives and cuts are always different. Muralla Nazarí, from property boundary, barrier, security becomes a public space, in place of meditation, rest, reflection and encounter. All this using a simple granite, which is entrusted with the task of reconstructing the memory .

Without doubt it is an operation of great emotional power.When we going to enter Going  is heard from the beginning a suspended atmosphere, almost surreal and dreamlike, which allows those who enter feel in touch with the history and landscape. The work was completed in 2006, has already received several awards. Among these, both obtained in 2007, honorable mention to Barbara Cappochin Prize for “the original reinterpretation of a defensive wall that becomes a building no more barriers, spatial element and the reorganization of the accessible environment”, as commented jury, and the International Stone Architecture Award.

 

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